Agli Amici Assenti,agli Amori Perduti, agli Antichi Dei e alla Stagione delle Nebbie e che ciascuno di noi possa sempre dare al Diavolo ciò che gli spetta
Chiunque, guardando un orizzonte urbano, può cogliere dettagli. O forse scorgere molti elementi con un solo barlume dell’occhio. Allo stesso modo si può scivolare lungo le righe aggrovigliate di una frase ed assimilarne i frammenti, senza mai conoscere ciò che realmente le ha generate. Senza sentirle palpitare.
Per vedere al di là serve ben altro. Le stelle negli occhi. Oppure intere galassie nella mente, dove lasciar riverberare il pensiero senza limiti. La semplice ed elegante capacità di danzare con i sogni.
Camminando lungo i margini dell'immaginazione mi è toccato in sorte di incontrare chi lo sapeva fare. Per creature simili – simili a me – spazio e tempo sono concetti illusori, perché negli orizzonti crepuscolari dove pascolano le chimere, avvizziscono le banali demarcazioni. Tutto è soffice e lieve come il limitare ultimo dell'estate, fragile come le storie stesse che si raccontano prima di dormire.
Delicata è perciò la mia preghiera, perché tali creature son siano mai perse nei vortici di sabbia delle clessidre.
Ecco il motivo per cui, oggi, questo spirito inquieto ed evanescente, fissa la moltitudine dello sguardo di una persona sola e alza in calice facendo un inchino. A te. Prosit.
Ho come l'impressione che, col passare del tempo, gli anni degenerino più in fretta.
Questione puramente percettiva, me ne rendo conto: non è che cambi davvero qualcosa tra gli ultimi mesi che si strappano dal calendario e quelli che ne inaugurano la nuova edizione.
Però arrivo qui in fondo, a novembre e dicembre, con un senso di insofferente voglia di nuovo. Stavolta è amplificata da un periodo non particolarmente fausto, malgrado una rinnovata solidità emotiva che non so nemmeno da dove sia saltata fuori.
E inevitabilmente penso a Te, figura indistinta, e mi chiedo dove sei con poca voglia di rispondere. Confondo le mie colpe coi vaticini monotoni, più confuso che determinato a fare qualcosa.
Credo nella magia, nell'evocazione degli spiriti, anche se non so che cosa sono; credo nel potere di creare a occhi chiusi magiche illusioni nella mente e credo che i margini della mente siano mobili, che le menti possano fluire l'una nell'altra, così creando o svelando una mente o energia unica, poiché le nostre memorie sono parti dell'unica memoria della Natura
William Butler Yeats
Andate a prendere un po’ di meraviglia in giro, davvero.
Fidatevi, ne trovate ovunque se guardate bene.
Sembra un discorso da mistico e invece è solo la riflessione di un visionario part-time.
Fatto sta che un pomeriggio qualsiasi me ne stavo sdraiato sopra un tronco, sulle rive del fiume. Il crepuscolo faceva ardere schegge d’acqua come frammenti siderali caduti giù. Nell’aria c’era tutta l’essenza serica dell’autunno ed era una fiaba fortuita posatasi sulla coltre della realtà.
E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
Signora Libertà Signorina Fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza
Faber
All'improvviso un'insensata fermezza mi abbraccia lo spirito. Una stabilità sconosciuta e slegata dalle circostanze.
Da dove arriva?
Un'orgogliosa curiosità per queste mie debolezze, ogni fragilità sembra un mondo cristallino da vivere nelle miriadi di riflessi che mostra.
Ho brandito il concetto di limite con tanta ignoranza e ferocia da frantumarlo, fino a farmi sanguinare le mani e gli occhi, senza capirne il senso.
Invece era sufficiente accettarlo per quel che è, respirarlo e soffiarlo via.
Ho tutto quel che serve nel mio palmo, come un ideale dente di leone, simile a quello che mi tatua il polpaccio.
E non serve altro. Oh, no...non serve altro.
Buffo come certe sensazioni ritornino senza motivo. Il declino mentale che giunge nel tardo pomeriggio della domenica, sul confine della sera, è una suggestione scarsamente vincolata alla realtà.
È come se il subconscio sapesse che si è chiuso un breve capitolo e comunicasse a stomaco, cervello e occhi la sua ciclica fatica per voltare pagina e ricominciare il giro.
Per quanto mi riguarda ci sono volte in cui subisco passivamente il sottile balzello. Stasera è uno di quei momenti, trovandomi temporaneamente a corto di spirito da spendere in resistenze velleitarie. Lasciamo dunque il passo a questa pigra risacca...
C'è meno follia nel mio metodo che metodo nella mia follia
Salvador Dalì
Mentre affiora una parvenza di equilibrio faccio un tentativo e mi ascolto. E mi osservo. E invece di sezionarmi con bisturi astratti passo una spugna tangibile e pulisco il vetro. Ho l'impressione che fosse incrostato da parecchio. Forse da sempre. Fa venire il dubbio. Magari avevo scambiato quei segni per formule magiche e invece erano solo miraggi spiaccicati. Sarebbe una scoperta non da poco.
Flash before my eyes
Now it's time to die
Burning in my brain
I can feel the flame
Metallica - Ride The Lightning
La parola d’ordine è discontinuità. Con l’umore intermittente e la volontà che barcolla tra ferro e fango.
C’è da sgranare i giorni come dalla corona di un rosario, girando tra le dita una pazienza che non mi appartiene. Dentro, intanto, crepita una smania elettrica che contrae muscoli e respiro.
Non è una di quelle situazioni che si possono sostenere a lungo.
Di nuovo l’abbraccio del filo spinato. In parte a sorpresa, in parte no.
Mi sento una febbre ingombrante che stringe sotto le costole e vorrei andar via. Gonfio i polmoni per spinger fuori il disagio. L’aria entra e fa qual che può. Fondamentale trovare un modo per recuperare l’esclusivo individualismo che mi tiene in piedi. Essenziale per non cadere.
Ho perso la mia mente in chissà quale abuso, od ozio,
ma stan mutando gli astri nelle notti d' equinozio
F.Guccini – Bisanzio
Il cielo diafano e i pensieri erranti. Ogni giorno conduce al mio umore astri imprevedibili.
Si capovolgono i mondi in eterno equilibrio mentre l'orizzonte rimane immoto.
Qualcosa cambia, forse. O dovrebbe.
Che farò? Per un po' resterò qui alimentando la malinconia del sentire per scoprire nuovi colori e suoni che non conosco. Li imparerò man mano, senza appassirli con fretta malsana. O almeno ci proverò.
Et je m'e vais
Au vent mauvais
Qui m'emporte
Deçà, delà,
Pareil à la
Feuille morte
P. Verlaine - Chanson d'Automne
Si finisce in fondo all’anima un po’ perché per le introspezioni ci si deve essere portati – e il sottoscritto, modestamente… - ma anche per questioni esterne, come le stagioni e tutto il resto.
Oggi inizia Ottobre, mese che per molti versi mi è simile. A tenermici legato un sottile filo di sole e nebbia, che si perde nel punto in cui tutto incomincia a sfumare.
Sono una creatura del confine, io. Appollaiato sul margine delle luci e delle ombre. Aspetto e osservo. Con irresistibile curiosità.
Tutto ciò che è profondo ama la maschera.
Friedrich Nietzsche
Ed ecco mi ritrovo ancora una volta a tu per tu col mio spirito ondeggiante. Per questo torno quaggiù, dove il tempo non ha colore ne forma, se non quella che ho deciso.
Ottobre, Duca d’Autunno, è dietro l’angolo e la mia stagione mentale rintocca il suo arrivo. Come sempre.
Dunque scrivo, frusciando i miei pensieri in fiammelle che fughino il grigio, lungo la nebbia che qualche volta mi assedia. Navigo a parole qui in mezzo, pescandole a memoria dai flutti, come ho sempre fatto. Qui, senza regole. Per me. Perché di nuovo ne ho desiderio.
Something has left my life And I don't know where it went to Somebody caused me strife And it's not what I was seeking Cranberries - Empty
Chiudo i cancelli. Non so se sarà scelta temporanea o meno, non ho modo di capirlo. Questo Regno l’avevo costruito per dar voce ai miei pensieri al galoppo in un momento di crisi, ora tante cose sono cambiate e pare che uno stato d’animo cupo non mi sia più fecondo di languori poetici. Esatto, al momento non ho nulla da scrivere. Non qui almeno. Ho bisogno di restaurare la mia esistenza attuale perché comincia ad assomigliare ad un vecchio mobile crivellato dalle tarme. Così non si va avanti e perciò applico i classici “estremi rimedi” per neutralizzare mali della stessa categoria. Forse, tramontate le angosce, tornerò a vedere questo luogo con occhi nuovi. Per ora volto le spalle e basta. Dolci Sogni
Pluviôse, irrité contre la ville entière C.Baudelaire
Questo, Amici miei, è ufficialmente “Mal de Vivre”! Per l’occasione accuratamente depurato da qualunque accezione poetica, per giunta! Si, perché questa è solo apatia, bulimia di emozioni che non saziano, assenza di stabilità e un superbo senso di disillusione che si trascina come una carcassa putrefatta. Ho l’anima appiccicosa e gusta e non riesco a placare questa nausea fangosa. E non ho scuse, ne alibi atroci a cui imputarla. Tutto è splendidamente imperfetto come sempre, solo che stavolta l’assenza di una sorta di compiuto è quasi intollerabile. Dovrei rimettere a posto le cose ma non ho voglia e l’unica energia è quella che rode il mio tempo. Devo trovare il modo per ammainare i miei pensieri…
se son d' umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie: di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo... F.Guccini - L'Avvelenata
Odio il buonismo e l'ipocrisia: questi sono dati di fatto che non vorrei cambiare. I ridicoli bambolotti con le loro idee di peluche mi snervano e contribuiscono a distruggere preziose vestigia di stima verso il prossimo. Loro hanno idee cosi perfettamente acuminate che ci si sono cavati gli occhi in un gesto da martiri da operetta. Ciechi nella loro bellezza indiscussa e inattaccabile non aprono la mente nemmeno se gliela scardini e rotolano giù per la retta via incuranti di tutto e di tutti. Fanno danni ma mai per colpa loro. La mia via non è mai tanto retta e a volte innesto anche la retromarcia. Ma io sono uno stronzo che si gingilla con i propri difetti, superbo perché conscio della propria imperfezione, cinico perché volenteroso nel cercare una propria filosofia di vita senza comprarne una al supermercato. Io sono l’Uomo Nero che turba i sogni di voi poveri bimbi, e poco importa se voi angioletti immacolati avete gettato parte dei miei nel tritacarne quando vi siete stufati di giocherellare con quei nuovi balocchi colorati. Adesso sono un vulcano pronto a esplodere per ricoprire di fuoco quel che comincia davvero a seccarmi. Tutta questa trivialità mi ha caricato di troppe consapevolezze amare e ho voglia di divertirmi un po’ anch’io. Spostatevi se ci riuscite. Così è.
Questi giorni son giorni che vivo a metà Negrita - In un Mare di Noia
Ciò che più mi irrita, in certi pomeriggi, è il tocco oleoso della noia. L’avvelenamento da tedio è qualcosa che mi fa sentire un esule dalla realtà, mi sembra che il senso di tutto sia legato ad un filo sottile e ridicolo. Ho perso troppo tempo a studiare le fauci degli eventi e ora fingo consciamente di non curarmene. Ho anche imparato a credere che i loro morsi non possano sbranare via pezzi essenziali delle mie convinzioni. Tutto è confusione e mancanza di stabilità e, anche se il disordine ha il suo indiscutibile lirismo, comincio davvero ad averne fin sopra i capelli. Niente è più volgare delle emozioni quando si guastano e si coprono di polvere.
Novis te cantabo chordis O novelletum quod ludis In solitudine cordis. C.Baudelaire
Per fortuna non sono un santo! Pertanto smetterò di prostituire la mia natura a quella lunga serie di aspettative mascherate, occasionali amanti che si fregiano del nome di Dovere e Buon Senso. Raccolgo gli abiti gettati vicino al talamo della stasi dove si è appena consumato l’ennesimo orgasmo di fraintendimenti più o meno volontari. Mi rivesto con un po’di fresca dignità di stagione, serenità pudica che ogni tanto oppongo con gioia alla sfacciataggine delle speranze d’occasione. La loro oscenità mi annoia. Interrompo questo spregevole coito di illusioni e mi dedico ad un amplesso istintivo che amoreggi con l'alternanza dei miei umori lunatici. La castità del cinismo mi sottrae ad infinite orge di paranoia, ed è quello che mi serve.
Generale, queste cinque stelle, queste cinque lacrime sulla mia pelle che senso hanno dentro al rumore di questo treno, che è mezzo vuoto e mezzo pieno Generale – F.De Gregori
Monto di guardia sul confine dei miei giorni. Ovunque è quiete, forse quella che precede i grandi attacchi…oppure monotonia e basta, difficile dirlo. Non distanti ci sono trincee dalle quali spuntano speranze di ogni colore. Hanno divise così difformi che non distinguo tra loro quelle che mi sono nemiche. Non posso che fissarle, aspettando. Imbraccio la penna scoprendomi un cecchino vile e inetto, il mio è un raggio miope e fatica a focalizzarsi sui bersagli giusti. Forse sono troppo veloci. Non so. Quel che so è che c’è sempre la terra di nessuno: davanti, dietro, intorno a me. Il perimetro, di discrete proporzioni, è popolato da una carneficina emotiva, errori caduti, progetti feriti a morte e, naturalmente, le dirompenti deflagrazioni dell’orgoglio. Bum! Tengo la zona ma sono a corto di strategie, e forse è meglio così. Ho sentito dire che nelle guerre di posizione è più importante rimanere Vivo…
It's the grooviest thing It's the perfect dream The Cure - Lovecats
Qualche anno fa mi sarei goduto il tepore di questi giorni insensati con l’indolenza di un gatto al sole. Oggi no, sono più stupido e intransigente. L’età ha reso acuminati gli artigli del mio carattere aguzzando convinzioni impossibili da ritrarre. Ogni cambiamento mi rende un animale differente ma, nel mio intimo, non posso sopire l’ancestrale territorialità dei felini. Odio non potermi mantenere in precario equilibrio. Odio non riuscire a cadere sempre in piedi. Più di tutto odio l’impossibilità di bucare un certo tipo di tenebre. Forse è stato il candido profumo del muschio in cui mi sono adagiato a rendermi complice delle mie visioni, adesso è opportuno che mi affidi a sensi meno sleali.
Bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stella danzante F.Nietzsche
Proponendomi di considerare sacro il disordine del mio spirito, dietro consiglio del Veggente, sono giunto a renderlo concreto come non avrei mai creduto. Adesso la liturgia delle farneticazioni ha un suo ritmo e non mi curo più che suoni armoniosa a presunti adepti. Ho l’impressione di aver sognato oltre un certo limite, cadendo in un vortice inesplorato che si nutre di regole differenti da quelle che applicavo. Inaspettatamente sento di averle imparate in fretta. Questo compasso dal vertice neutrale disegna geometrie splendide, io le vedo perfette nella loro invisibilità parziale. Forse per far Magia era davvero sufficiente roteare i trucchi nel verso opposto. Che piaccia o no.
Guardale bene e saprai chi eri A.Branduardi - Domenica e Lunedì
Oggi c’è un pertugio di primavera nell’aria e il ronzio greve della stanchezza mi usurpa la mente. Riprendendo coscienza dopo un sonno alterato ho realizzato di aver scovato molto del mio essere di un tempo, e in fondo sono solo di qualche anno più vecchio. Non è che sia poi molto grave. Nel recente passato ho cercato ripetutamente di arrivare a questo equilibrio, una simmetria surreale che ho raggiunto solo dopo aver smesso di cercarla. Tutto accade come nel migliore degli scherzi, i miei giorni si sciolgono come uova di pasqua. Nelle ore di cioccolato vivo un’ebbrezza crepuscolare, effimera e dolciastra. Mi piace abbastanza, direi che ha un buon sapore e un retrogusto argentato. Sa di quiete, se non si guasta è una lieta sorpresa.
Critico, m'arrampico su cattedre che non mi spettano e mi accorgo solo dopo un attimo che esagero : ma come al solito il danno fatto è irreparabile, la storia è irreversibile, la mia memoria è labile e lavabile.. Abito quest'ombra con contratto ad equo-canone pagando la pigione all'abitudine e prendendo l'eccezione come regola di vita : sto di casa a pianterreno e gioco a fare lo stilita.. Frankie Hi Nrg Mc - Autodafè
Sono scivolato su una nuova buccia di apatia. Questo succede perché non so mai dove dirigere i miei passi, è una mia caratteristica. Veramente mi ingegno per porre fine a questa mancanza ma ogni volta che prendo la mira per scoccare nella giusta direzione ho l’impressione che l’orizzonte si sposti. Se non miro non si sposta nulla ma ovviamente non faccio comunque centro. C’è un che di fastidioso in tutto questo perché ogni giorno mi fa sentire un po’ più alieno e non è in questa eccentricità forzata che trovo la mia dimensione. Non si tratta di piangersi addosso, per carità, però non sarebbe male se ogni tanto le cose fossero meno difficili e fumose…
Questa misteriosa circostanza per cui le cose del nostro passato continuano ad esistere anche quando escono dal raggio della nostra vita, e anzi maturano, portando frutti nuovi ad ogni stagione, per un raccolto di cui noi non sappiamo più nulla. La persistenza illogica della vita.
Don't move Don't talk out of time Don't think Don't worry Everything's just fine Just fine U2 - Numb
C’è questa sorta di lieve autismo intermittente che mi prende ogni tanto. In pratica non riesco bene a tenere i contatti con la gente, le miei idee sembrano alternarsi a movimenti più lenti o celeri, comunque ad una velocità diversa. La confusione prende una forma simile alla sonnolenza, se non mi tengo su regimi di iperattività mi viene voglia di dormire. Adesso mi bruciano gli occhi dietro queste lenti che mi sono imposto quando sto davanti al PC. Ho voglia di un altro caffè, il quinto della giornata se non sbaglio. Il mio cervello agita una quiete paragonabile a quella dei vulcani…
Take me down To the paradise city Where the grass is green And the girls are pretty I want you please take me home
Guns'N'Roses - Paradise City
In certi momenti hai l’impressione di trovarti ad attraversare un periodo speciale, che ti cambierà per sempre le carte in tavola. Comunque, il più delle volte, si tratta solamente di un mezzo inganno che la tua mente, assetata di trasformazioni, gioca alla tua personalissima versione della realtà. Praticamente sto facendo i giochi di prestigio a me stesso, ben conscio di conoscerne i trucchi. Però mi piacciono comunque.
E me ne vorrei andare E finalmente giungere G. Ungaretti
Uhm…dove vado? Ho delle difficoltà a procedere e, quel che più pesa, ho smagnetizzato l’ago della coerenza. Almeno mi pare. Non so. Ho la sensazione di camminare a passi laterali per trovare nuove soluzioni al sentiero più battuto. A tratti mi è apparsa come una buona scelta. Non sono sicuro di saperlo fare, i miei istinti si orientano sempre in modalità automatica e, mentre li dirotto, il timone di ogni certezza è così sfuggente da scorticarmi le mani. Ho decisamente voglia di cambiare lido ai miei pensieri.
Se i giorni ti han chiamato tu hai risposto da svogliato, il sorriso degli specchi è già finito, nei vicoli e sui muri quel buffone che tu eri è rimasto solo a pianger divertito F. Guccini - Un Altro Giorno E' Andato
Sto ascoltando quello che la gente definisce Acid Jazz e trovo che non sia male. Il nome mi forma in testa l’immagine di un sassofono corroso che non ha nulla di appetitoso ma il suono è meglio, rilassa e psicadeleggia. Ho pensato che questo genere di note si sarebbero mischiate bene con dell’incenso e avevo ragione. Ho pensato che della vodka avrebbe reso ancora più stabile la fusione d’atmosfere e anche qui non mi sbagliavo. Ho altresì pensato che la vodka calda faceva schifo, concetto che mi ha portato a switchare volentieri su quella sostanza rossa in una bottiglia ricoperta di sughero. Al momento, dunque, bevo del mirto in un curioso cilindro di vetro che, sebbene non sembri particolarmente pulito, ha quella forma affusolata che da un tono. Non ho nemmeno idea di come si possa chiamare questo tipo di bicchiere. Fuori credo nevichi ancora…le serate in casa danneggiano gravemente la mia psiche… Se domani non smette sistemo gli sci alla macchina o mi compro uno slittino a motore: uno di quei cosi a trazione rennifera anteriore magari…
Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole F. De André – Un Matto
Ci sono periodi fatti di pensieri migratori che sono agili come le rondini e ugualmente imprevedibili. Essi dominano senza sforzo ogni rotta del tempo ma con altrettanta maestria non fanno mai del presente il loro cielo. Talvolta ho la fortuna di scorgerne un nido, sotto i portici d’ombra del ricordo o sui rami lontani dell’ambizione e in quei momenti mi illudo di averli raggiunti. Mi illudo…appunto...
In questo tratto di strada non ci vedo nulla di poetico. Di fascino non parliamone proprio. Una serie infinita di date grigio asfalto danno consistenza al manto e l’orizzonte è uno sbadiglio nebbioso e del tutto impercettibile. Sembra uno di quei tragitti infiniti in cui correre o rallentare produce lo stesso effetto, ad un eternità dalla vita reale sia da una capo che dall’altro. Sono così disorientato che non ho nemmeno il fiatone, vado solo avanti con una percezione alterna dei passi che faccio. Mi piacerebbe avere una bussola al posto del cuore e un radar nella mente.